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La prigione di Cagliostro

san leoNell'affrontare la ripida salita che porta in piazza Dante a San Leo, viene da dire, con il sommo poeta Dante: "quivi trovammo la roccia sì erta/ che 'ndarno vi sarien le gambe pronte".

Ma, fatica a parte, le bellezze da godere sono invece molte: la Pieve costruita dai Maestri Comacini nel IX secolo (è la più antica del Montefeltro), il Duomo a picco sulla rupe (è privo di facciata e si entra da un lato), palazzo Medici e palazzo Nardini (dove San Francesco ricevette in dono il colle della Verna, dove si ritirò).

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In cima alla rupe di San Leo sorge la rocca, a picco sullo strapiombo, considerato per secoli imprendibile e destinato a carcere durante il governo dello Stato Pontificio. Dante la definì uno dei posti più orridi e dirupati d’Italia, e ancora oggi crea qualche emozione la vista delle celle. La Rocca di San Leo è famosa per aver ospitato Giuseppe Balsamo, il Conte Alessandro di Cagliostro, uno dei personaggi più misteriosi del Settecento, taumaturgo, alchimista e veggente. Fu arrestato per denuncia della moglie transteverina nel 1789, fu condannato dall'Inquisizione per magia ed eresia nel 1791 e morì dopo quattro anni, quattro mesi e quattro giorni. Non si sa dove sia stato sepolto. La rocca è considerata anche il teatro della triste vicenda di Paolo e Francesca, uccisi da Gianciotto in una notte del 1173.

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